TUTELA DEI DATI PERSONALI
Comitato europeo per la protezione dei dati personali: pubblicata una rassegna delle decisioni europee nei casi transfrontalieri sul legittimo interesse.
Il Comitato europeo per la protezione dei dati personali ha pubblicato una rassegna ragionata dedicata alla base giuridica del legittimo interesse, costruita sulle decisioni adottate dalle autorità privacy europee nei procedimenti transfrontalieri gestiti con il meccanismo one-stop-shop previsto dal GDPR.
Si tratta quindi di casi particolarmente significativi, perché riflettono valutazioni condivise tra più autorità di controllo su trattamenti che producono effetti in più Stati membri.
Il documento ha un taglio molto pratico e mostra come le autorità applichino, nei casi concreti, il test in tre fasi richiesto per fondare il trattamento sull’art. 6, paragrafo 1, lettera f), GDPR: la presenza di un interesse legittimo del titolare, la necessità del trattamento rispetto a tale interesse e il bilanciamento con i diritti e le libertà fondamentali degli interessati. La rassegna non si limita a indicare i casi in cui il ricorso al legittimo interesse è stato ritenuto ammissibile, ma evidenzia anche le situazioni in cui questa base giuridica è stata considerata insufficiente o utilizzata in modo non corretto.
Uno degli aspetti di maggiore interesse è il collegamento con le Linee guida EDPB 1/2024, di cui il documento offre una sorta di applicazione pratica, affiancata da riferimenti alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea e a ulteriori decisioni nazionali. Ne emerge un quadro utile per comprendere che il legittimo interesse non è una base giuridica “elastica” da invocare in modo generico, ma richiede una motivazione concreta, documentata e verificabile.
Per imprese, DPO e consulenti, la rassegna rappresenta quindi un riferimento prezioso per valutare in modo più realistico quando il legittimo interesse possa davvero reggere al vaglio delle autorità europee.