Pulsantiera di navigazione Home Page
Pagina Facebook Pagina Linkedin Canale Youtube Versione italiana
Notizie
Notizie legali

INFORMATION TECHNOLOGY

Corte di Giustizia UE: gli Stati membri possono prevedere che gli editori di giornali abbiano diritto a un’equa remunerazione quando concedono ai prestatori di servizi online l’autorizzazione a utilizzare le loro pubblicazioni.

La Corte di giustizia è stata adita nell’ambito di un ricorso proposto da Meta contro una decisione dell’Autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM). Secondo Meta, la normativa italiana che istituisce un regime volto a garantire un’equa remunerazione per l’utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico viola il quadro europeo relativo ai diritti degli editori nel mercato unico digitale.

La Corte dichiara che il diritto a un’equa remunerazione per gli editori è compatibile con il diritto dell’Unione, a condizione che tale remunerazione costituisca il corrispettivo economico dell’autorizzazione all’utilizzo online delle loro pubblicazioni. Gli editori devono, inoltre, poter rifiutare tale autorizzazione o concederla a titolo gratuito. Peraltro, non può essere richiesto alcun pagamento ai prestatori che non utilizzano tali pubblicazioni.

Gli obblighi imposti ai prestatori di avviare trattative con gli editori, senza limitare la visibilità dei contenuti durante tale periodo, e di fornire i dati necessari per il calcolo della remunerazione, pur limitando la libertà d'impresa, appaiono giustificati, in quanto contribuiscono agli obiettivi del diritto dell'Unione di garantire il buon funzionamento e l’equità del mercato per il diritto d’autore e di consentire agli editori di recuperare i propri investimenti. Secondo la Corte, siffatti obblighi, che rafforzano la tutela degli editori, consentono di instaurare un giusto equilibrio tra la libertà d'impresa, da un lato, e il diritto di proprietà intellettuale, nonché il diritto alla libertà e al pluralismo dei media, dall'altro.

Stampa la pagina