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INFORMATION TECHNOLOGY

Stati Uniti: pubblicato il National Policy Framework for Artificial Intelligence – Legislative Recommendations, un testo programmatico che delinea le priorità legislative federali in materia di intelligenza artificiale.

La Casa Bianca ha pubblicato il documento National Policy Framework for Artificial Intelligence – Legislative Recommendations, un testo programmatico che delinea le priorità legislative federali in materia di intelligenza artificiale. Il documento non introduce direttamente nuove regole, ma indica al Congresso la direzione politica da seguire per costruire un quadro normativo nazionale unitario, orientato a tre obiettivi di fondo: proteggere diritti e interessi ritenuti sensibili, sostenere l’innovazione e rafforzare la leadership statunitense nel settore dell’IA.

Sul piano delle finalità, il testo insiste anzitutto sulla protezione dei minori e sul rafforzamento del ruolo dei genitori, chiedendo strumenti più incisivi per gestire privacy, tempi di utilizzo, contenuti e controlli sugli account dei figli, oltre a requisiti di verifica dell’età per i servizi di IA accessibili ai minori. A ciò si affiancano misure contro sfruttamento sessuale, autolesionismo, impersonificazione fraudolenta e altri usi dannosi dell’IA, con un’attenzione specifica anche agli impatti sulle comunità, sui consumatori vulnerabili e sulla sicurezza nazionale.

Un secondo asse del documento riguarda la proprietà intellettuale, i contenuti sintetici e la tutela dei creatori. La Casa Bianca propone di non intervenire legislativamente, almeno per ora, sulla controversa questione dell’addestramento dei modelli su materiali protetti da diritto d’autore, rimettendo la definizione del punto ai giudici. Parallelamente, suggerisce di valutare meccanismi di licenza collettiva e una disciplina federale contro l’uso non autorizzato di repliche digitali della voce, dell’immagine o di altri attributi identificativi della persona, bilanciando però tali tutele con la libertà di espressione e con le eccezioni per satira, parodia e cronaca.

Molto marcato è poi l’impianto pro-innovazione del testo. Il documento esclude la creazione di una nuova autorità federale generale dedicata all’IA e propone invece un approccio settoriale, fondato sulle autorità già esistenti e su standard sviluppati dall’industria. In questa prospettiva, vengono raccomandati spazi di sperimentazione regolatoria, maggiore accessibilità ai dataset federali in formati idonei all’addestramento dei sistemi e incentivi per la diffusione dell’IA anche presso piccole imprese, istruzione e formazione professionale. L’obiettivo dichiarato è evitare barriere normative che possano rallentare sviluppo, adozione e competitività internazionale degli Stati Uniti.

Particolarmente significativa è infine la parte dedicata al rapporto tra livello federale e Stati federati. Il documento auspica infatti una disciplina nazionale che impedisca la frammentazione in cinquanta regimi diversi e propone, in termini molto netti, la prevalenza della normativa federale sulle leggi statali in materia di sviluppo dell’IA, salvo preservare gli ambiti tradizionali di competenza statale, come la tutela dei minori, la lotta alle frodi, la protezione dei consumatori, le norme urbanistiche e l’uso dell’IA da parte delle stesse amministrazioni statali. In sintesi, il testo restituisce una visione dell’IA come leva strategica di politica industriale, sicurezza nazionale e competizione geopolitica, da governare con un quadro federale leggero ma fortemente centralizzato.

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