Alessandro Del Ninno
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Comitato europeo per la protezione dei dati personali (EDPB): gli smart glasses richiedono trasparenza effettiva anche verso i passanti.
TUTELA DEI DATI PERSONALI
03/10/2026

Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) ha adottato il 13 ottobre 2026 uno Statement sugli smart glasses. Si tratta di prime riflessioni interpretative, non di linee guida od orientamenti (lo Statement non introduce un divieto generale degli smart glasses). Telecamere, microfoni, streaming e funzioni di intelligenza artificiale possono acquisire dati di persone che non utilizzano il dispositivo e non percepiscono di essere riprese o ascoltate. L’EDPB segnala rischi accentuati in luoghi di cura, scuole, ambienti di lavoro e spazi riservati, anche per segreti aziendali e proprietà intellettuale.

La ripartizione dei ruoli dipende da chi decide finalità e mezzi: utilizzatore, produttore e fornitore dell’app o della funzione IA possono essere titolari autonomi o contitolari. L’eccezione per attività esclusivamente personali o domestiche è interpretata restrittivamente: non copre l’uso professionale o la pubblicazione su un profilo social aperto a un numero indeterminato di persone. Inoltre, l’eventuale esenzione dell’utilizzatore privato non esonera produttore e provider dai propri obblighi.

Un’informativa tradizionale rivolta al solo acquirente non basta per i terzi ripresi. Il Comitato propone segnali di registrazione visibili e difficili da disattivare, eventualmente combinati con indicatori acustici e altre misure contestuali. Il consenso dei passanti raccolto dopo la ripresa non legittima la raccolta già avvenuta; il legittimo interesse richiede un bilanciamento concreto ed è particolarmente difficile da sostenere per riutilizzi commerciali e addestramento dell’IA. Restano da valutare minimizzazione, conservazione, diritti, dati particolari, trasferimenti e, nei casi pertinenti, regole ePrivacy.

Per produttori, app provider e imprese che valutano l’uso del dispositivo occorrerebbe mappare separatamente acquisizione, assistenza in tempo reale e riutilizzo dei dati, oltre a verificare le basi giuridiche e la fattibilità della trasparenza verso terzi e prevedere limitazione della registrazione continua e di accessi alle aree sensibili.